Passacaglia della Vita

Passacaglia della Vita

Quattro storie del Seicento

Organico:
8 musicisti: soprano, flauto dolce, violino, violone, dulciana, cembalo, organo, tiorba, percussioni
voce recitante

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Proiezioni di quadri e sottotitoli (disponibili anche tradotti nella lingua desiderata)
Presentazione video dello spettacolo. demo registrato in occasione del Festival “Di Parola in Musica”:

Programma

Di diavoli, di battaglie, di paradiso ed inferno

Andrea Falconieri Bayle de los diabolos, Rinen (L'apparizione di diavoli e demoni
Anonimo Les boffons (L'esercito giunge sul campo di battaglia)
Andrea Falconieri Battaglia (Il combattimento)
Anonimo Girometa (Vincitori e vinti, il ritorno a casa)
Andrea Falconieri La Suave Melodia (Uno sguardo sul campo dopo la battaglia)
Stefano Landi Ciaccona di paradiso e inferno (Dialogo tra le anime, quelle che hanno combattuto con i giusti e quelle che si sono schierate con i diavoli)

Della caducità della vita

Lorenzo de' Medici Trionfo di Bacco e Arianna (L'effimera giovinezza)
Andrea Falconieri Folias (Lo scorrere della vita)
Stefano Landi Passacaglia della vita (La caducità della vita)

Della donna, dell’amore e del rimpianto

Andrea Falconieri L'Infanta Arcibizzarra (La giovane principessa ribelle)
Giovanni Stefani Bella Mia questo mio core (Le lusinghe dell'amante)
Lorenzo Allegri Ballo detto della Notte d'amore (La notte d'amore)
Anonimo Aria della Monaca (La principessa costretta a farsi monaca)
Marco Uccellini Aria sopra E tanto tempo Hormai (Il rimpianto)

Non in terra ma in cielo lodando Dio

Marco Uccellini Aria sopra il Ballo di mantova
Anonimo Fuggi fuggi dal mondo bugiardo (Non seguire il mondo fallace)
Andrea Falconieri Eroica (Il vero eroe è chi segue la via tracciata dal Signore)

Epilogo morale

Claudio Monteverdi Laudate Dominum (si viva lodando il Signore, senza seguire ciò che è vano, nell’attesa della vita eterna)


Il XVII secolo raccontato attraverso quattro percorsi musicali che descrivono i pensieri, gli stati d’animo, l’immaginario di quell’epoca: la vita, le battaglie, gli amori, la morte, il Paradiso e l’Inferno.
Quattro affreschi che vogliono trasportare lo spettatore anche visivamente da un momento all’altro della vita sociale e della spiritualità dell’epoca.
Lo spettacolo riutilizza e ripropone i modi e gli strumenti utilizzati nel Seicento per veicolare concetti e precetti, o semplicemente per raccontare: la musica e l’immagine rappresentano gli strumenti ideali per coinvolgere emozionalmente lo spettatore oggi e l’uomo comune allora.
Seguendo lo spirito coevo, abbiamo voluto tracciare un percorso morale e spirituale tratteggiando quattro momenti di vita reale o immaginaria che costituiscono contesti generalmente utilizzati nel Rinascimento e nel Barocco per confezionare brani di carattere morale e spirituale.
Le musiche proposte sono lontane dallo spirito compositivo e formale proprio dei brani liturgici che hanno il compito di completare e rafforzare i differenti momenti della liturgia sacra; si tratta invece di composizioni profane, spesso contenenti melodie note, bassi ostinati, elementi della tradizione musicale popolare.
Tale processo compositivo di riutilizzo di elementi musicali noti per “educare” gli ascoltatori trovava la sua ragione d’essere nella ricorrenza di materiale già conosciuto, quindi facilmente riconoscibile. Non stupisce quindi il fatto che molta musica di carattere moraleggiante attingesse al vasto repertorio delle melodie popolari travestendone il testo e parodiandone il contenuto, con la precisa intenzione di rievocare motivi musicali noti attraverso cui veicolare concetti morali o spirituali. Melodie ormai popolari e variamente utilizzate in ambito vocale e strumentale furono per tutto il Seicento utilizzate per questo scopo.

La facile fruibilità e utilizzabilità dei testi e delle melodie popolari o note, facilmente udibili e riconoscibili dai più, permise la creazione di brani caratterizzati generalmente da variazioni o elaborazioni di tale materiale. In questo contesto l’utilizzo di bassi ostinati (caratterizzati dalla ripetizione ossessiva di alcune note di basso su cui si improvvisavano variazioni) per la composizione di arie o cantate morali e spirituali consentiva di catturare facilmente l’attenzione e il favore dell’uditorio.

Molti sono i brani strumentali e vocali sacri, profani o morali contenuti nel programma, che si sviluppano su un basso ostinato o ne contengono al loro interno alcuni frammenti.
Spesso venivano confezionate intere raccolte di brani a cura delle istituzioni religiose, che attraverso l’uso di melodie popolari o di
forme musicali accattivanti, come quella canzonettistica, perseguivano un preciso scopo educativo.

Dalla Raccolta di C. F. Rolla, pubblicata a Milano nel 1657, e destinata ad un uso oratoriale (Canzonette spirituali e morali che si cantano nell’oratorio di Chiavenna eretto sotto la protettione di S. Filippo Neri), i due brani Passacaglia della vita (Homo fugit velut umbra) e Ciaccona del Paradiso e dell’Inferno contengono già nel titolo l’elemento musicale caratterizzante, cioè la base ostinata del basso di passacaglia e di ciaccona, su cui si sviluppano le variazioni vocali innestate su testi che richiamano la caducità della vita (Passacaglia della vita) o la contrapposizione di anime beate e dannate (Ciaccona del Paradiso e Inferno). Tale contrapposizione abbiamo voluto ritrovare ed accentuare nel gruppo di brani di Falconieri che precedono la citata ciaccona, in cui due eserciti (diavoli ed angeli?) si contrappongono in una battaglia, preceduta da una scena di satanassi danzanti (Bayle de los dichos diabolos). In questa composizione rappresentativa la tenzone è resa strumentalmente attraverso l’utilizzo di altri motivi melodici all’epoca celeberrimi e spesso utilizzati per la composizione di brani variati, come il tema della battaglia, caratterizzato da suoni evocativi che ne richiamano i rumori, gli squilli e i tamburi presenti sul terreno di guerra.
Abbiamo voluto mettere in particolare evidenza frammenti di altre melodie popolari talvolta presenti a livello embrionale all’interno delle composizioni, come la Girometta, canzone assai nota e oggetto di numerose riproposizioni sino a quelle della nostra più recente tradizione popolare del nord Italia.

Questo primo blocco di composizioni che esprime il senso ultimo del trapasso, con la collocazione dell’anima all’Inferno o in Paradiso in una visione quasi caricaturale, costituisce il primo passaggio verso un percorso morale “all’indietro”, che dallo sguardo alla vita
ultraterrena conduce lo spettatore attraverso due momenti di vita mondana. Nel primo una figura femminile aristocratica cede alle seduzioni della passione e si concede all’amante, ed è per ciò costretta a farsi monaca. Il secondo vuole esprimere la caducità della vita attraverso l’utilizzo del basso di follia (Falconieri, Folias echa para mi señora doña Tarolilla) come elemento ripetitivo che simboleggia lo scorrere della vita per giungere alla già citata Passacaglia della Vita di Stefano Landi, in cui si afferma l’inutilità dell’affannosa ricerca del piacere dal momento che “morire bisogna”.
L’ultimo blocco di composizioni è un epilogo spirituale che si ricollega al primo momento narrativo­-musicale, ed indica come il buon governo della propria anima può condurre al Paradiso. Primo precetto è la lode a Dio, espressa con la splendida composizione di Monteverdi Laudate Dominum, che al suo interno presenta un’ampia sezione vocale costruita sopra un basso di ciaccona; il secondo è evocato dal “ballo di Mantova”, qui proposto in una versione strumentale elaborata e variata da Marco Uccellini e in una delle numerose versioni vocali, tra quelle oggi a noi note, dal contenuto più precettistico, con le sue allusioni alla vacuità del mondo e dei piaceri della vita terrena (fuggi fuggi dal mondo bugiardo).